PROBLEMI DI MAL DI SCHIENA, ARTROSI O ARTRITI?

ARTROSI, ARTRITI, FIBROMIALGIE E DELUSIONE LATTEO-CARNEA

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Dr. Valdo Vaccaro

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LETTERA A VALDO VACCARO

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STOP A CARNE E LATTE NEL GIRO DI DUE SETTIMANE

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Buonasera Valdo, è da un po’ che la seguo. Leggo le sue tesine e le trovo molto interessanti. Sono venuta a conoscenza del suo sito tramite mio fratello che da 6 mesi è diventato un vegano a tutti gli effetti e, detto da lui, con effetti molto positivi! Da parte mia ho iniziato da circa 18 giorni a togliere dalla mia alimentazione la carne, che comunque mangiavo già poco, e il latte con tutti i suoi derivati di cui devo ammettere andavo pazza.

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SI VIVE BENE ANCHE SENZA PARMIGIANO

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Ho sempre detto a mio marito : “Toglimi tutto ma non il parmigiano sulla pasta!” E’ proprio vero il detto “Mai dire mai”. Sto mangiando benissimo anche senza parmigiano. Uso molto le verdure come condimento, tipo la rucola, i pomodorini e le cipolle fresche. Poi preparo molte insalatone miste con cavolo o verza, radicchio, sedano e altre ancora. Integro poi il tutto con della frutta secca.

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SUPERATO PURE IL TRAUMA DEL CAFFELATTE

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La colazione all’ inizio è stata un po’ traumatica, per me che ritenevo il rito del caffelatte come quello del parmigiano sulla pasta. Guai a chi me lo toglieva ma, con costanza e buona volontà, ho optato per il latte di soia o di cereali con dei biscotti che preparo da me, a base di spezie. So di essere ancora lontana anni luce rispetto alle sue tesine. Occorre dire però che in casa siamo in 5 e solo io ho intrapreso questa linea di alimentazione. Quindi può ben immaginare quanto mi sia complicato il tutto. A volte mi avvilisco e mollerei tutto! Ma per la salute si fa questo ed altro.

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CAMMINATE, BICICLETTA E MARE PERSE D’UN TRATTO PER LA DISCOPATIA

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E proprio per questo che le scrivo. Ho 50 anni e ho fatto sempre attività fisica, come delle belle camminate che sono la mia vita e non potrei farne a meno, o come delle pedalate quando il tempo permette. Amo il mare e quando posso mi faccio delle lunghe nuotate. Ma, da un po’ di tempo sto rinunciando mio malgrado a tutto questo, per una discopatia.

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VOLTAREN E FARMACI CONTRO I COLPI DELLA STREGA

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Sporadicamente ho avuto dei colpi della strega e, per raddrizzami, il mio medico puntualmente ricorreva alle iniezioni di Voltaren. Un mese fa ho cominciato ad avere dolori alla zona lombare. Scendevano lungo gli arti con delle fitte discontinue. Per fortuna la notte mi lasciavano dormire. Al che il dottore mi ha prescritto Kevindol e Scioreniz fiale, da miscelare insieme per tre giorni. Ho avuto un paio di giorni di sollievo, ma poi sono ricominciate le fitte, con più intensità di prima.

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LASTRE PIUTTOSTO CRUDELI

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Agli esami strumentali, le lastre parlano di RX COLONNA LOMBO-SACRALE. BACINO, FEMORI, GINOCCHIA e GAMBE. Tratto lombare in asse con modesti segni diffusi di artrosi e discopatia L4-L5 ed L5-S1. Coxartrosi bilaterale di modico grado. Lieve sclerosi della sinfisi pubica, gonartrosi bilaterale di modico grado con tenue ipodiafania articolare e modesta artrosi femore-rotulea.

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IL SALUTISMO PROTEICO STILE CARNE E LATTE NON FUNZIONA

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Insomma tutti i miei anni di esercizio fisico non sono serviti a niente! Mi sono comportata da “salutista stile carne e latte” e, alla resa dei conti, il sistema non ha per niente funzionato. Come al solito il mio medico mi liquida con degli antinfiammatori, che non ho nemmeno usato per via degli effetti collaterali (ne sa qualcosa il mio ciclo che, con la prima e ultima iniezione mi è tardato di 15 giorni) .

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CARNE UGUALE ANEMIA E LATTE UGUALE OSTEOPOROSI PIU’ OSTEOARTROSI

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Leggendo le sue tesine mi sono resa conto che tutta la carne mangiata in 50 anni non mi ha affatto salvata dall’anemia che curo per ora con ferro-grad. Altro che bistecche al sangue e ferro-eme! Lo stesso dicasi per le quantità industriali di latte e derivati che ho ingerito in nome del buon calcio, e che invece non mi hanno risparmiato una pesante artrosi degenerativa.

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GENUINA VOGLIA DI RIPARTIRE DA ZERO

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Può pertanto immaginare la mia delusione verso la proteinomania imperante a cui, mio malgrado, ho dato fiducia. E può anche immaginare la mia voglia di ripartire da zero seguendo i consigli e le dritte che spero mi vorrà dare! La ringrazio e mi scuso per averle fatto perdere del tempo, ben sapendo che ha casi molto più seri del mio! Saluti cordiali. A. Anna.

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RISPOSTA di Valdo Vaccaro

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CONFUSIONE DIFFUSA TRA ARTROSI E ARTRITE

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Ciao Anna. Artrite e artrosi riguardano entrambe le articolazioni, e causano entrambe serie limitazioni funzionali, per cui è comprensibile che vengano spesso confuse una con l’altra. Se poi consideriamo che l’artrosi stessa si trasforma spesso, nelle sue fasi finali, in processo infiammatorio-artritico acuto con distruzione cartilaginea, il rebus terminologico artrite-artrosi non fa che ingrossarsi ulteriormente.

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L’ARTROSI E’ UN ASSOTTIGLIAMENTO CARTILAGINI

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L’artrosi è comunque una patologia cronica che ha come organo-bersaglio le cartilagini articolari, apportando progressivo assottigliamento cartilagineo e formazione di speroni ossei chiamati osteofiti, che causano perdita della funzione articolare. Patologia derivante da uso prolungato, da abuso e da stress meccanico (vedi età, sesso, attività lavorativa e traumi sportivi). Errore umano (abuso) e sfortuna umana (cadute e traumi che danno il via a microfratture e a corrosioni invalidanti).

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L’ARTRITE E’ UN FENOMENO INFIAMMATORIO ARTICOLARE

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L’artrite invece, nelle sue moltissime forme (acuta, cronica, degenerativa, artrite reumatoide, spondiloartriti, connettiviti, depositi di micro-cristalli o gotta e condrocalcinosi), è un fenomeno basilarmente infiammatorio avente come principale organo-bersaglio il rivestimento articolare ossia il tessuto sinoviale. Si caratterizza per la comparsa di versamento articolare, gonfiore, tumefazione, infiammazione, calore, rossore. Se il dolore da artrosi è di tipo meccanico, per cui aumenta col movimento (attrito osso contro osso) e diminuisce col riposo, il dolore artritico è invece di tipo infiammatorio, per cui aumenta col riposo notturno e diminuisce con l’attività fisica.

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OSSO CONTRO OSSO

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A differenza delle ossa, che sono nutrite direttamente dalla micro-circolazione sanguigna, le cartilagini non ricrescono e non si rigenerano nell’età adulta. Una volta che si sono completate, esse rimangono le uniche a nostra disposizione per il resto della vita. Una cartilagine danneggiata pare proprio che non si riformi da sola, per cui i movimenti articolari risultano compromessi e si arriva alla condizione di osteoartrite (le ossa che si sfregano fra di loro), con processo infiammatorio acuto o cronico che determina una vera degenerazione cartilaginea, in altre parole una artrosi che si evolve in “artrosi più artrite degenerativa”.

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CARTILAGINE COME CUSCINETTO AMMORTIZZATORE

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La cartilagine è un tessuto connettivo specializzato, avente funzioni di sostegno e di rivestimento protettivo anti-attrito delle estremità ossee articolari. Un tessuto elastico dotato di notevole resistenza a pressione e trazione, dal colore bianco perlaceo. Una specie di cuscinetto ammortizzatore a salvaguardia di una normale e salubre motilità articolare.

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CONDROCITI E CONDROBLASTI

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All’interno delle cartilagini esistono delle cellule chiamate condrociti che, in tenera età si chiamano condroblasti in quanto attive ed auto-rigeneranti, nel senso che producono quella sostanza fondamentale chiamata cartilagine, costituita da acqua, fibre collageniche, proteoglicani, acido ialuronico e glicoproteine. La cartilagine è composta da una parte fluida, capace di assorbire i traumi, e da una parte solida che ne aumenta la resistenza. Entrambe le componenti interagiscono per garantire un cinematismo senza attrito, proteggendo le superfici articolari interne ed esterne dall’usura.

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CARTILAGINI PRIVE DI NUTRIZIONE SANGUIGNA DIRETTA

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Il tessuto cartilagineo solido non è vascolarizzato e nutrito, essendo privo di vasi sanguigni. Ad esclusione della cartilagine ialina articolare, la cartilagine è circondata da uno strato di tessuto connettivo denso chiamato pericondrio, ricco di vasi sanguigni che le permettono di nutrirsi per diffusione indiretta, un processo nutritivo e rigenerante lento e molto meno efficace della nutrizione diretta. La resistenza e la funzionalità del tessuto cartilagineo sono del resto eccezionali. Basti pensare che normalmente esso resiste a 80-100 anni di sollecitazioni e che nessun apparecchio costruito dall’uomo può vantare le medesime proprietà.

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TUTTO COMINCIA DA UNA LESIONE ALLA CARTILAGINE

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Indipendentemente dalle sue origini, dalla sua natura in genere meccanica e traumatica, una lesione della cartilagine segna l’inizio dell’artrosi. Ginocchio e anca sono le parti più spesso colpite, seguite dalla rachide (colonna vertebrale), dalle vertebre lombari, dalle dita delle mani e dei piedi. La prevenzione dell’artrosi si fa regolando e misurando l’attività fisica sulla base delle singole variabili possibilità costituzionali e di forma, mantenendo il tono muscolare e il dinamismo articolare.

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TERAPIE E RIMEDI CONTRO L’ARTROSI

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I rimedi terapeutici all’artrosi sono un argomento carico di tensione, di ricerche e di business. A parte i farmaci anti-infiammatori per la parte antidolorifica, carichi di effetti collaterali, si parla di integrazioni varie per la parte ricostruttiva. E qui si va dall’introduzione di idrogel nella lesione articolare, o nella sostituzione delle cartilagini con proprie cellule fatte crescere in vitro esternamente, per la parte ricostruttiva.

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LE INTEGRAZIONI NUTRITIVE ANTI-ARTROSI

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E si parla di integrazioni varie per la parte nutrizionale, a base di A) Glucosamina fosfato, B) Collagene tipo-1, simile al tessuto cicatriziale, C) Collagene tipo-2, dotato di elevati livelli di idrolissina, D) Condroitina (dagli effetti lubrificanti), E) Estratto di zenzero associato alla vitamina-C, F) Alga Klamath, dotata di acido ialuronico ad alto peso molecolare, idratante e capace di assorbire più acqua, G) Silicio, che è sinergico al boro, al calcio, al potassio e al solito acido ascorbico o vitamina-C.

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GLI INTEGRATORI SONO SOSTANZE PERDENTI E SENZA SPERANZA

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Il problema è che gli integratori sintetici mancano di anima sinergica e sono incompatibili col corpo umano, e con la legge del minimo. Si continua a parlare di minerali senza fare l’indispensabile distinzione tra minerali organicati (a struttura molecolare micro-collaginosa) e filtrabili per via renale e minerali inorganici (a forma molecolare macro-cristallina) non filtrabili e scarsamente assimilabili, e si continua a parlare di vitamina-C senza distinguere tra naturale e sintetica, cosa altrettanto gravissima e sviante.

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IL SILICIO E’ GENEROSAMENTE DISTRIBUITO IN NATURA

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Se davvero è il silice che ci manca, il crudismo è la sola risposta possibile. Troviamo silicio nelle lattughe, nelle cicorie, nel tarassaco, nell’asparago, nel crescione, nel cavolo, nel cavolfiore, nel porro, nella cipolla, nell’asparago, nel sedano, nella zucca, nelle fragole, nei fichi e nelle ciliegie. Come dire che la natura ha pensato sempre a tutto, senza dimenticanze e senza discriminazioni. Se a queste attenzioni alimentari, basate su dieta vitale, basso-grassa e basso-proteica, abbiniamo la regolarità e la moderazione nei movimenti, il peso forma, i bagni, il sole e l’assenza di stress, non cadremo nelle insidie dell’artrosi.

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ARTROSI E ARTRITE AFFRONTABILI SENZA FARMACI E SENZA INTEGRATORI

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Entrambe le patologie, se affrontate in modo rigoroso e non all’ultimo momento, possono essere sensibilmente attenuate ed anche guarite, mediante cambiamento del regime di vita e adozione di un sistema in armonia e non in contrasto con le leggi della fisiologia e della bio-chimica umana. La natura ha il ruolo di direttrice generale d’orchestra e impiega diversi modi per raggiungere uno stato di efficienza operazionale, disponendo dei veleni nel modo più logico ed innocuo possibile.

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LA NETTEZZA URBANA DEL CORPO

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I meccanismi auto-ripulenti del corpo umano, incarnati nel sistema immunitario, farebbero ben volentieri a meno dei veleni autoprodotti dalle mal-combustioni e dalle digestioni difficili, ovvero dei veleni che i glomeruli renali non sono riusciti a filtrare nelle urine e a scaricare fuori dal sistema. Ma, essendo stati chiamati in causa come spazzini di emergenza, hanno i loro metodi per esorcizzare i veleni interni e proteggere il corpo da una intossicazione generalizzata e difficile da gestire.

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INCAPSULAMENTI TUMORALI E DEPOSITI ARTRITICI

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Uno dei metodi preferiti è quello di convogliare il materiale tossico in eccesso in determinati punti e di incapsularlo, creando dei neoplasmi chiamati tumori. Un secondo metodo, spesso utilizzato, è quello di depositare le porcherie (acidi urici, caffeine, sali inorganici) nei giunti, provocando però alla lunga rigidezza, infiammazioni e dolori chiamati generalmente artrite.

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SOLLIEVO TEMPORANEO ED EFFETTI COLLATERALI DEGLI ANTINFIAMMATORI

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Gli anti-infiammatori regalano in genere un temporaneo sollievo, ma la loro tossicità amplifica alla fine le patologie danneggiando reni e fegato, e contribuendo anche al deterioramento dell’artrite in osteoartrite. Il fatto stesso che uno subisca reazioni difensive immunitarie, tipo depositi tumorali e depositi stalattitici nei giunti, prova che ha raggiunto un livello pericoloso nei rifiuti metabolici accumulati, avendo superato i margini di tolleranza-veleni che ognuno di noi possiede in origine.

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DIETA MEDIOCRE, INSUFFICIENZA RESPIRATORIA E CRISI ANSIOGENE

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Le cause prime di artrite sono una dieta povera e mediocre, nonché gli stati di ansietà provocati da insufficienza respiratoria, cioè da un sistema respiratorio patologicamente corto, come succede nella maggioranza della gente, disabituata a respirare in modo corretto, ritmato e profondo. C’è poi scarso nutrimento negli alimenti devitalizzati che comunemente si consumano, e non si può pretendere di costruire una solida casa su basi e fondazione precarie.

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ELIMINARE ACIDO URICO E CIBI PROTEICI E’ UNA SCELTA BASILARE

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Il consiglio d’amico è quello di eliminare urgentemente tutte le fonti di acido urico, tipo the, caffè, cole, e soprattutto carni di tutti i colori, pesci e crostacei, ed anche uova e latticini. Una dieta vegana, il più possibile crudista, servirà a disinfiammare sia l’intestino che il corpo in generale. Devi arricchire il tuo corpo di vitamine e di acqua biologica, derivate da frutta acquosa, da verdure e tuberi, senza dimenticare le mandorle, i pinoli e le noci. Ricorrere ampiamente alle verdure selvatiche tipo tarassaco, acetosa, ortiche, malva, piantaggine, germogli di luppolo (in primavera).

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DIGIUNO AMICO E SANGUE DENSO NEMICO

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Il migliore amico dell’artritico è il digiuno. L’energia impiegata normalmente per digerire e gestire il cibo ingerito, viene risparmiata e viene tutta diretta per incrementare la rapida espulsione delle tossine accumulate nei giunti. La guarigione sta dentro di noi e non all’esterno, non certo nel medico o nel farmaco. Dobbiamo semplicemente far sì che nessun materiale intossicante e velenoso entri in un modo o nell’altro nell’organismo, creando ulteriore intossicazione. Siamo noi stessi i colpevoli, quelli che hanno permesso un progressivo inquinamento del sangue.

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RESPIRO LUNGO ED ESPOSIZIONE SOLARE

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Respirazione approfondita ed esposizione al sole sono indispensabili. Le manipolazioni leggere possono essere d’aiuto localmente, ma solo a condizioni che ci sia una dieta a prova di difetti. Un periodo di riposo è consigliabile, e serve anche pazienza, perché i buoni risultati sono sempre nel lungo periodo. Chiaro che sulle parti doloranti si possono applicare cataplasmi di fango freddo o anche applicazioni di foglie di cavolo o di verza, in caso di infiammazione di tipo caldo. Se la regione dolorante è invece fredda, Lezaeta consiglia l’applicazione di sacchetti di fiori di fieno caldi.

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L’ARTRITE REUMATOIDE, PER QUANTO INSIDIOSA, E’ REVERSIBILE

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Prima che i giunti diventino anchilosati, l’artrite reumatoide ha aspetti di reversibilità e di guaribilità a condizione che le abitudini ammalanti vengano interrotte, rimpiazzandole con uno stile di vita sano e in accordo con i nostri adattamenti biologici. Il ruolo di una nutrizione appropriata di frutta e vegetali, di noci e semi, rimane fondamentale. Le cause dell’artrite, ed anche le cure appropriate, sono note da decenni e stanno tutte nei consigli or ora esposti, purché non rimangano lettera morta ed inascoltata.

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LE CAUSE DEI MALI NEUROMUSCOLARI REUMATICI ED EXTRA-REUMATICI

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Il campo dell’artritismo, con nevriti reumatiche, mialgie, fibrositi, fibromialgie, sciatalgie, cervicalgie e via discorrendo, è un settore praticamente senza limiti, anche per il tipo di persone che colpisce. Ne vanno di mezzo tutti, giovani e vecchi, maschi e femmine, bianchi e neri, sedentari e sportivi, magri e obesi.

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DAL FATTORE CLIMATICO A QUELLO COSTITUZIONALE

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C’entra sicuramente il clima freddo e umido, ma c’entra soprattutto l’alimentazione, la postura, la corretta respirazione, il sole che riusciamo ad incamerare, la capacità diuretica e metabolica, le condizioni del sangue, l’eventuale pigrizia del sistema linfatico, la debolezza del sistema immunitario, le incrostazioni mineral-inorganiche, i depositi pesanti di mercurio-cadmio-alluminio-piombo-arsenico, i microcristalli di sali urici impiantati tra i nostri tessuti articolari, la tonalità e la flessibilità neuromuscolare, la solidità o la precarietà della struttura ossea.

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LA PERDITA DI ELASTICITA’ E DI VITALITA’ ENZIMATICA

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I bambini sono leggeri ed elastici, come dei pneumatici, come palle di gomma che rimbalzano e scattano, saltano ritmicamente al gioco della corda, cadono e non si rompono. Poi si cresce e ci si sviluppa male, sobbarcandoci di cibi morti e devitalizzati che comportano prelevamenti continui al nostro Bancomat enzimatico, caricandoci di calcio sbagliato (da latticini e cibi cotti, anziché dal sesamo e dalle verdure crude), caricandoci di sodio sbagliato (dal sale di cucina anziché dal sedano) e di ferro sbagliato (dalle carni e dagli integratori, anziché dal girasole, dal germe di grano, dai semi di zucca, dal miglio, dal radicchio, dalle ortiche e dal tarassaco), e si finisce per essere induriti, legati, rigidi, fragili, ingessati, calcificati come delle statue e come delle stalattiti, perdendo l’elasticità originaria.

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INDURIMENTI MUSCOLARI, LOMBALGIE E CERVICALGIE

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E infatti parliamo di muscoli rigidi e contratti, duri e doloranti. Un indurimento reumatico dei muscoli che colpisce la parte bassa dei lombi e della zona sacrale, causando forti mali di schiena (lombalgia) e la cervice, ossia la parte inferiore del collo, la zona cervicale, causando il comune torcicollo (cervicalgia). Più che semplice risentimento della zona lombare, parliamo di un male lancinante che costringe a volte a piegarsi in avanti, immobilizzati, con diffuso formicolio agli arti inferiori.

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FIBROSITE O INFIAMMAZIONE DELLA MIELINA

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Tutti sintomi sintetizzabili nella fibrosite, ovvero nella infiammazione della mielina, del tessuto bianco che copre e circonda le articolazioni e i muscoli. La comune lombaggine, o mal di schiena, insomma, che diventa lombosciatalgia, quando il dolore prosegue giù alle natiche, alle gambe e ai polpacci.

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FIBROSITE PIU’ EMICRANIA, INSONNIA E DEPRESSIONE, UGUALE FIBROMIALGIA

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Le fibrositi, al contrario delle artriti (infiammazioni degli arti), comportano più gonfiori al mattino che al momento di andare a letto, perché movimento e dinamismo le portano aiuto, mentre immobilità e riposo le portano danno. Oggi si parla spesso di fibromialgia, associando ai mali neuromuscolari anche le emicranie, le insonnie e le inevitabili debolezze e depressioni che logicamente accompagnano tali condizioni reumatiche, diventando vere e proprie sindromi, ovvero accumulazioni di diversi sintomi associati.

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DOLORI SERI ED INVALIDANTI

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Non parliamo affatto di mali da poco, ma di dolori acuti e prolungati, disabilitanti ed invalidanti, al limite della sopportazione umana. Le cause sono, come dicevamo, multifattoriali, includendo esse il clima, ma soprattutto l’alimentazione e la postura. Il male è intenso e ricorrente. Impedisce di piegarsi, di infilarsi calzini e calzoni, di allacciarsi le stringhe delle scarpe. Non parliamo di starnuti e di tosse, e tanto meno di emozioni erotiche. Tutto bloccato e tutto rimandabile a tempi migliori.

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CAUSE MULTIFATTORIALI DI FIBROMIALGIA

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Si parla di movimenti bruschi, di sforzi eccessivi, di posizioni scorrette e stressanti di studio o di lavoro, di indolenzimento ed infiammazione vertebrale, di sublussazioni non diagnosticate, di obesità e ventre sporgente, di muscolatura poco tonica, di debolezza e quasi atrofia muscolare in zona lombare e sacrale, di torsioni anomale della schiena mal supportate dai muscoli correlati, di sovraccarichi alla colonna vertebrale, di danneggiamento ed assottigliamento dei dischi intervertebrali, di sforzi fisici a freddo (quando la muscolatura non è stata pre-riscaldata), di particolari pressioni su un nervo, di spina irritativa, di stitichezza e scarsa diuresi.

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IL TEMIBILE COLPO DELLA STREGA

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E si parla, nel caso più eclatante e spettacolare (drammatico per chi li subisce e chi gli sta vicino), chiamato in modo alquanto colorito “Colpo della strega”, dove uno può ritrovarsi steso sul pavimento, accasciato al suolo in ansiosa attesa di aiuto e di supporto. Trattasi, nota bene, di un meccanismo difensivo ed involontario, a segnalazione di muscoli stressati ed affaticati all’inverosimile, causato da movimenti bruschi e repentini fatti a freddo, qualcosa di simile a una paresi o a una paralisi improvvisa. Il colpo della strega è doloroso, subdolo ed infido anche più del suo parente stretto che è il mal di schiena, finalizzato ad alleggerire la colonna vertebrale, a sciogliere la dolorosa e momentanea contrazione chiamata crampo.

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SUCCEDE PREFERIBILMENTE ALLA GENTE ATTIVA E SUPER-ATLETICA

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E’ la forma più acuta di lombalgia e si manifesta con fitte strazianti e improvvise nella parte bassa sacrale. Succede tra i 30 e i 45 anni e non dopo, forse anche perché gli anziani stanno un po’ più attenti, e hanno pure acquisito un pizzico di saggezza in più nell’alimentarsi, nel muoversi e nel rispettarsi.

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PERCHE’ SUCCEDE E COME SALTARNE FUORI

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Per quale motivo si ha il colpo della strega? Perché i nervi spinali, radici nervose che controllano i muscoli degli organi addominali, sacrali e degli arti inferiori, vengono irritati e compressi. Quando ciò avviene, occorre stendersi a terra per mezz’oretta, possibilmente su un tappeto, e tirare, in modo vigoroso, i ginocchi verso il petto, prima alternando il destro ed il sinistro per una ventina di volte, e poi entrambi i ginocchi per altre 20 volte, magari facendosi aiutare da qualcuno. Un massaggio con dell’olio caldo sulla zona sacrale può anche essere d’aiuto. In 3 giorni o massimo una settimana, si ritorna nuovi, a patto di mettersi a riposo, evitando però l’immobilità assoluta.

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LA POSTURA E L’ALIMENTAZIONE

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Descritti più o meno i problemi e le cause dei mali neuromuscolari, cerchiamo di passare ai rimedi, concentrandoci però sui due aspetti determinanti che sono la postura e l’alimentazione. La postura è il modo in cui una persona sta in piedi, si muove, respira, si atteggia, lavora, gioca, fa sport, porta pesi. Se tutte queste sue azioni non avvengono in armonia ed in equilibrio dinamico, in stato di comfort e non di strappo, sfruttando il massimo rendimento e il minore sforzo possibile, è impossibile allora avere delle funzioni corrette e prive di dolori correlati. Per chi fa sport è di massimo aiuto la preparazione atletica, l’allenamento, la struttura muscolare e il peso rapportati ai movimenti che ogni determinata disciplina sportiva richiede.

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L’ASSOLUTA IMPORTANZA DELLO STRETCHING E DEL RILASSAMENTO MUSCOLARE

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Quanto ai dolori muscolari e reumatici, che possono colpire i 600 e più muscoli del nostro corpo, serve stare in costante movimento, nei limiti del possibile. Basta sedersi in una posizione sbagliata per offendere e stressare alcuni muscoli, per cui servono anche in quei casi degli allentamenti riposanti, delle contrazioni e delle distensioni, delle contromosse liberatorie allo sforzo.

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I MUSCOLI HANNO LE LORO ESIGENZE

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Ogni esercizio ed ogni camminata saranno seguiti da alcuni minuti di rilassamento, stretching, allungamenti. Occorre ricordarsi che, tutte le volte in cui si impiega ripetutamente un muscolo, lo si stressa e lo si offende, per cui esso ha bisogno di 48 ore per riassestarsi. Questo discorso non vale solo per il calciatore e il tennista, che soffrono spesso di dolori muscolari e di crampi (che sono avvertimenti corporali di interrompere all’istante ogni attività, e di concedere una tregua), ma anche per il giardiniere e la donna di casa, anche per chi pretende di fare l’atleta del nobile rapporto sessuale, senza il giusto allenamento.

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FABBISOGNO MINERALE

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L’attività muscolare richiede calcio, potassio e magnesio, tutti minerali alcalini che si trovano al meglio nella clorofilla del mondo vegetale, vale a dire nei succhi freschi, nella frutta e nelle verdure crude, ossia nell’impeccabile panacea rappresentata dalla dieta crudista-vegana.

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FABBISOGNO VITAMINICO-B, SEMPRE IN COMPRESENZA DI ABBONDANTE VTAMINA C-NATURALE E DI ACQUA BIOLOGICA

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L’attività muscolare richiede tiamina, o vitamina-B1 naturale, per l’utilizzo del glucosio (germe di grano, girasole, pinoli, arachidi, tarassaco, avocado, cavoli, piselli, eliminando però i B-distruttori caffè, fumo, zucchero, sale, alcol, caseina, cadaverina), e richiede riboflavina, o vitamina-B2 naturale, migliore alleata dello sportivo perché immagazzinata nei muscoli (germe di grano, mandorle, peperoncino, tarassaco, sesamo, pinoli, funghi, riso nero, cavolo, crescione, eliminando i B-distruttori).

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SENZA ERITROPOIETINE, SENZA CIALIS E SENZA VIAGRA

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L’attività muscolare richiede piridossina B6 naturale e acido folico-B9 naturale, antianemiche e antistress (arance, pompelmi, meloni, bietole, cavoli, radici, semini vari, sempre eliminando i micidiali B-distruttori, senza tema di noiosità) e richiede biotina-B8 naturale (arachidi, piselli e funghi), sinergica a B2-B6-B9-B12, sinergica alla STH-somatotropina o auxone della crescita ed al testosterone, per cui fa migliorare le performance sportive, eliminando la necessità di doping tipo EPO-eritropoietina, e pure quelle erotiche, eliminando la necessità di doping tipo Viagra.

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SENZA INTEGRATORI, SENZA COENZIMA Q10, SENZA SBALLANTI MELATONINE NOTTURNE (STILE DR PIERPAOLI) E SENZA ALTRI INNATURALI INTRUGLI

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Via dunque tutti i farmaci e tutti gli integratori, via tutti gli intrugli e le pozioni magiche, via tutti i trucchi terapeutici e persino gli aghi dell’agopuntura, palliativi utili all’economia e al pieno impiego dei terapeuti di tutte le razze, ma non certo alla salute dei pazienti. Alla fine il polso ed il battito cardiaco staranno sulle 70 pulsazioni al minuto, la salute rifarà capolino, le funzioni intestinali si normalizzeranno, gli escrementi saranno regolari e liberi da odori malsani, la temperatura corporale sarà omogenea sulla superficie esterna e nelle mucose interne, il ritmo del respiro sarà regolare e profondo, l’appetito, il sonno e le forze ritorneranno, la lingua sarà pulita e l’espressione del viso sarà gaia e rasserenata, e non più una maschera di tensione e di dolore. Il mal di testa e i disturbi muscolari diventeranno a quel punto un lontano ricordo del passato.

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LA CAUSA STA LONTANO DALL’EFFETTO, DISSE MEZIERES

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Che fare dunque in concreto per chi soffre di questi problemi reumatici e para-reumatici? Come ha giustamente insegnato in un suo aforisma il grande fisioterapista francese Francoise Mézières (Hanoi 1909-Parigi 1991), “la causa risiede sempre lontano dal punto dell’effetto”, ed è proprio per questo che le tante promesse basate sulle creme speciali, sui massaggi, sull’agopuntura, sulla magnetoterapia, sulle terapie del calore, sulle terapie micro-gravitazionali, portano regolarmente alla solita lamentela finale di “aver speso tanti soldi per niente”.

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CAMPBELL SCUCE DIECIMILA PER VOLTA A BILL CLINTON

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Oggi rincaro la dose. Il mio amico e collega igienista Colin Campbell, autore del The China Study, ha convinto Bill Clinton a diventare suo paziente fisso, a diventare vegano e a sopravvivere alle cardiopatie e ai diversi bypass che la medicina ufficiale gli aveva imposto. Non ho contato la cifra che si è fatto pagare. Ma sicuramente ogni sua mezz’ora comporta un onorario dai 10.000 US$ in su, e li vale anche tutti, vista la eccezionale ripresa fisica dell’ex-presidente americano, che era finito letteralmente KO con le cure mediche precedenti.

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L’AUTORE DEL FORMIDABILE ” THE CHINA STUDY” HA TUTTA LA MIA AMMIRAZIONE

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Non intendo sottovalutare Campbell, e mi qualifico al contrario suo grande estimatore, per il coraggio, la coerenza, ed il carattere indomito e trasparente, oltre che per la sua preparazione e la sua capacità di imporsi a livello mondiale. Voglio solo osservare che, quanto so, quanto pratico, quanto affermo e quanto scrivo, è tutto in perfetta linea ed armonia con le teorie e le posizioni odierne di Campbell, e che a questi risultati sono arrivato in modalità autoctone e indipendenti, non da ieri ma da almeno 30 anni, con un forte anticipo su tutti i dati oggi affermati e provati dal The China Study.

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CI SONO ANCHE MOLTI FATTORI DI AIUTO

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Per chi soffre di fibrosite e di lombalgie serve un letto duro, un materasso duro, magari degli assi di legno infilati sotto il materasso. Serve una borsa di acqua calda, alternata a bagni freddi pro-circolazione ai piedi e al basso ventre, ed alternata a cataplasmi notturni di fango a temperatura ambiente, pro-decongestione e pro-stemperamento intestinale. Servono anche, come aiuto complementare, le frizioni oleose a base di ruta, timo, rosmarino, camomilla, canfora, eseguite con sapienti massaggi rotatori, avanti e indietro, a destra e sinistra, non escludendo a priori un vigoroso body-massage, poco importa se cinese, thailandese, bolognese o della Padania. E servono 3 tazzine al giorno di infuso di foglie di betulla (3 manciate in un litro d’acqua calda), come bevanda antiurica.

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UNA MAGICA POLTIGLIA CRUDA PER L’INTERNO E PER L’ESTERNO

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Idem per i cataplasmi a base di fango, di cavolo, di lino, orzo e fiori di sambuco. Idem per gli impiastri caldi con farina di avena e qualche goccia di aceto. Dirò di più. E cioè che una poltiglia grattugiata o centrifugata di sedano-rapa, di rafano, di carota, di patata, di zenzero, di cavolo, di crescione, di ortica, di fitolacca-radice (assieme o separatamente), alternati a cipolla e aglio pestati a freddo ed applicati sulla schiena come cataplasma freddo, hanno potere straordinario, o si possono pure nel contempo assumere come cibo, parte all’interno (alimentazione) e parte all’esterno (come impiastro decongestionante).

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UNA DRAMMATICA E STRAORDINARIA ESPERIENZA IN QUEL DI HONG KONG

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Mi successe un fatto probante e significativo 30 anni fa a Hongkong, quando venni accompagnato presso chiropratici cinesi specializzati in medicina riabilitativa-sportiva, dopo che in torneo a calcio giocato su campi in cemento, con cadute varie, ero andato al KO. Entrai come un disperato e sconsolato manichino privo di spina dorsale, appeso alle spalle dell’amico Albert Lui e, dopo mezz’ora venni fuori fischiando, correndo e saltando, incredulo su quanto era riuscito a fare in pochi minuti il terapista di Wanchai. Ricordo che mi applicò un impiastro scottante, cremoso, nero, odoroso di catrame, sostenuto da un ingegnoso e sicuro bendaggio, con obbligo di non rimuoverlo e di non fare docce o altro per 3 giorni consecutivi.

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STOP DEFINITIVO E PER SEMPRE AL MAL DI SCHIENA

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Non solo la guarigione fu immediata, totale, definitiva. Non solo fu insperata e miracolante.
Da quella volta non ho mai provato un solo mal di schiena. Devo però aggiungere che, il mio sbalordimento e il mio choc nel trovarmi drammaticamente tra capo e collo da atleta formidabile in rottame umano flaccido e impotente, mi portò a fare delle scelte drastiche e nette.

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UNA INTERMINABILE ESPULSIONE DI MUCO

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Optai senza esitazione per un digiuno di 3 giorni, e per una eliminazione di uova e formaggi dalla dieta di allora (ero a quel tempo vegetariano), e conobbi infatti una potente ed immediata crisi eliminativa durata oltre due settimane. Una crisi non tanto mineral-chelatoria o decaffeinizzante o farmaco-espulsiva (mai assunsi in vita mia caffè, farmaci, cole, integratori, aspirine), quanto muco-espulsiva e priva di sintomi dolorosi. In pratica consumai 5 pacchetti al giorno di salviette per un raffreddore che non finiva di stupirmi. Un raffreddore che non era raffreddore ma letterale espulsione di muco e di acidificazione da formaggio e da uova.

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LA DIETA STABILE CHE GARANTISCE SALUTE ED EQUILIBRIO A 360 GRADI

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Quanto alla dieta generale per guarire e rinforzarsi nel breve e nel lungo periodo, servono tante buone arance e tante castagne, insalate di cicoria, di lattuga, di valeriana, insalate invernali crude di carciofi e di finocchi, cesti di ciliegie e di uva, piattoni di fragole, lamponi, more-gelso, more-rovo, uva spina, uva ribes e mirtilli al limone, insalate primaverili di tarassaco e primule, di acetosa e crescione, più noci, mandorle, pinoli e semini vari, pomodori estivi, pesche e meloni angurie estive e meloni autunnali, pere, nespole e kaki invernali.

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IL SECONDO IDEALE A PRANZO E CENA

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Qualche passato di verdura, qualche piatto di pasta integrale, di cus-cus e di kamut, qualche pizza alle patate, alle cipolle, alle ortiche, alle punte di luppolo e alle punte di pungitopo, non guastano affatto. Senza dimenticare il pop-corn, la crema di avena coi semi e il germe di grano, e tutti i cereali integrali con in testa il miglio, il grano saraceno, il quinoa, il riso integrale e l’orzo, nonché piselli, fagiolini, ceci, fave, lupini e lenticchie.

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TRE GIORNI DI DIGIUNO DETOSSIFICANTE E STABILE RICORSO A CENTRIFUGATI VIRTUOSI

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Serve pure, una volta l’anno, un digiuno di 3 giorni almeno ad acqua distillata, salvo che uno non rasenti la stabile perfezione come cerco di fare io. Oppure, per chi odia il digiuno (ma lo fa comunque volente o nolente ogni notte tra le 2 e le 7 del mattino), il ricorso a formidabili centrifugati per il tempo di cura specifica, ma anche come regola giornaliera. Un bicchierozzo quotidiano di succo con carote, sedano, sedano-rapa, bietole, mele, ananas, zenzero, rafano, topinambur, patata, patata dolce, fitolacca-radice, scegliendo 3-4 tipi diversi per ciascuna combinazione, e alternando a seconda della stagione e dei propri gusti, può diventare fattore vincente. Consultare la mia tesina”Le meraviglie del betacarotene, della clorofilla e dei succhi vitali”, del 10/4712.

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Valdo Vaccaro

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PUBBLICATO DA VALDO VACCARO SU http://valdovaccaro.blogspot.it/

http://scienzanewthought.wordpress.com/2012/06/30/mal-di-schiena-artrosi-artriti-artrite-reumatoide-lombalgie-colpo-della-strega/ (fonte)

 

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ALIMENTAZIONE NATURALE IN 10 PASSI

VEGAN: DA CHE PARTE COMINCIARE?

LETTERA A VALDO VACCARO

 

Illustrissimo dr Vaccaro, mi chiamo Matteo, ho 55 anni ed è da almeno 35 anni che consumo regolarmente tabacco, caffè, alcool, non escludendo sporadicamente analgesici e antibiotici. Volevo chiederle cosa fare, in modo dettagliato, per passare da onnivoro a vegano. In attesa di una sua risposta la saluto cordialmente. Matteo.

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RISPOSTA DI VALDO VACCARO

 

SIAMO PER UNA NORMALE E RESPONSABILE ALIMENTAZIONE DESTINATA ALL’UOMO

 

Ciao Matteo, trovi nel mio blog diverse tesine dedicate all’argomento. Vorrei anche aggiungere una considerazione. Il termine “vegano” non è la parola più adatta. La usiamo tuttora solo perché ci manca un’alternativa sintetica e azzeccata per descriverci meglio.

 

Ci chiamiamo vegani per convenzione. Siamo degli esseri umani normalissimi che praticano un modo di vivere, di pensare, di agire e di nutrirsi, secondo determinate regole e determinati criteri di salutismo e di rispetto ambientale. Siamo per un’alimentazione umana, salutista, piacevole, appagante e responsabile.

 

 

DIECI PASSI FONDAMENTALI

 

1) Crearsi una cultura alternativa a quella corrente e maggioritaria, fortemente impregnata da ideologie di comodo e di interesse. L’unica scuola al mondo radicalmente alternativa alla medicina e alla “curomania” dilagante, nonché al becero nutrizionismo corrente, è proprio l’igienismo naturale. Ho due libri in circolazione come Alimentazione Naturale Storia dell’Igienismo Naturale, Anima Edizioni – Milano, e penso che ti potrebbero servire. Dovresti anche pescare tra le 1500 tesine del mio blog.

 

 

 

2) Cambiare al più presto alimentazione, seguendo lo schema vegano tendenzialmente crudista e adattandolo a te stesso, secondo le tue personali tendenze, gusti, necessità, ma sempre rispettandone i principi fondamentali.

 

 

Si tratta in breve di massimizzare l’apporto di frutta piazzandola in 5 pasti sazianti (3 colazioni al mattino e 2 merende pomeridiane), trasformando pranzo e cena in buona occasione per un gran piatto di verdure crude come primo, e in un secondo di compromesso coi cibi cotti in modo limitato e intelligente (patate, cavolfiori, cavolini, legumi, cereali integrali, passato di verdure, pasta vegana, pizza vegana).

 

3) Già il semplice cambio di alimentazione dovrebbe generare degli effetti eliminativi, ovvero degli effetti temporanei fastidiosi, derivanti dal lavoro detossificante intrapreso dal sistema immunitario, liberato dalle leucocitosi digestive del passato e dunque più reattivo sul campo suo specifico. Occorre prepararsi a questo e saper resistere nella fase iniziale.

 

4) C’è il rischio che il corpo, non abituato più alla frutta e alla verdura crude, abbia qualche difficoltà iniziale di adattamento. Occorre in questo caso procedere per gradi. Sarebbe il caso anche di fare un digiuno fai-da-te di 3 giorni circa per ripulire il sistema ed evitare che i nuovi cibi producano gonfiori ed irritazioni, al contatto con vecchi residui in zona intestinale. Partire però subito con un digiuno sarebbe forse un po’ troppo pesante. Meglio in caso unasettimana a centrifugati di tuberi (carote-sedano-mele, rape-carote-mele, sedanorapa-topinambur-patata- zenzero, ecc).

 

5) In ogni caso vietato l’uso di farmaci e integratori.

 

6) Siamo in presenza non di una dieta ma di un sistema alimentare e comportamentale commisurato al corpo umano, per come è fatto e disegnato, e per quali sono le sue reali esigenze di salute e di armonia. Un sistema basato sui cibi al naturale e sul basso-proteico, in ossequio a principi che l’igienismo conosce da sempre, ma che ora persino le autorità mediche cominciano a riconoscere (vedi 24-30 grammi/giorno come tetto massimo proteico oltre il quale il sangue va in acidificazione).

 

7) Tieni presente che la frutta va mangiata da sola senza fare troppe mescole. Succo d’arancia meglio a digiuno da solo. Meloni e angurie rigorosamente da soli e lontano dai pasti di pranzo e cena. Tutta la frutta lontano da pranzo e cena, anche se per mela, ananas e papaia si possono accettare prima-durante-dopo il pranzo e la cena, per le loro doti antifermentanti.

 

8) Altro principio importante, in caso di più pietanze a tavola, prima quelle a rapida digestione, poi quelle a medio tempo di digestione e infine quelle a tempi lunghi. La frutta (escluso banana e avocado che richiedono un paio d’ore), se consumata correttamente a stomaco vuoto, finisce nel sangue in mezz’ora. Ma non si mangia comunque ai pasti principali, anche per evitare che porti via spazio all’insalata. Pertanto, a pranzo e cena, importante rimane anticipare qualsiasi piatto di cibo cotto con un piatto di crudità (d’inverno si tratterà di cicorie, carciofi, finocchi, carote, rafano, rape, valeriana, sedano, ecc).

 

9) Non si beve a tavola, se non mezzo bicchiere di acqua al massimo.

 

10) Non mi resta che darti il benvenuto nella comunità umana che ha scelto un’alimentazione sana, responsabile verso se stessa e l’ambiente, non crudele verso le altre creature animali.

 

A presto. Valdo Vaccaro.

 

PUBBLICATO DA VALDO VACCARO  http://valdovaccaro.blogspot.it/

(fonte: http://www.scuoladellasalute.it/alimentazione-naturale-in-10-passi/)