ALIMENTAZIONE NATURALE IN 10 PASSI

VEGAN: DA CHE PARTE COMINCIARE?

LETTERA A VALDO VACCARO

 

Illustrissimo dr Vaccaro, mi chiamo Matteo, ho 55 anni ed è da almeno 35 anni che consumo regolarmente tabacco, caffè, alcool, non escludendo sporadicamente analgesici e antibiotici. Volevo chiederle cosa fare, in modo dettagliato, per passare da onnivoro a vegano. In attesa di una sua risposta la saluto cordialmente. Matteo.

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RISPOSTA DI VALDO VACCARO

 

SIAMO PER UNA NORMALE E RESPONSABILE ALIMENTAZIONE DESTINATA ALL’UOMO

 

Ciao Matteo, trovi nel mio blog diverse tesine dedicate all’argomento. Vorrei anche aggiungere una considerazione. Il termine “vegano” non è la parola più adatta. La usiamo tuttora solo perché ci manca un’alternativa sintetica e azzeccata per descriverci meglio.

 

Ci chiamiamo vegani per convenzione. Siamo degli esseri umani normalissimi che praticano un modo di vivere, di pensare, di agire e di nutrirsi, secondo determinate regole e determinati criteri di salutismo e di rispetto ambientale. Siamo per un’alimentazione umana, salutista, piacevole, appagante e responsabile.

 

 

DIECI PASSI FONDAMENTALI

 

1) Crearsi una cultura alternativa a quella corrente e maggioritaria, fortemente impregnata da ideologie di comodo e di interesse. L’unica scuola al mondo radicalmente alternativa alla medicina e alla “curomania” dilagante, nonché al becero nutrizionismo corrente, è proprio l’igienismo naturale. Ho due libri in circolazione come Alimentazione Naturale Storia dell’Igienismo Naturale, Anima Edizioni – Milano, e penso che ti potrebbero servire. Dovresti anche pescare tra le 1500 tesine del mio blog.

 

 

 

2) Cambiare al più presto alimentazione, seguendo lo schema vegano tendenzialmente crudista e adattandolo a te stesso, secondo le tue personali tendenze, gusti, necessità, ma sempre rispettandone i principi fondamentali.

 

 

Si tratta in breve di massimizzare l’apporto di frutta piazzandola in 5 pasti sazianti (3 colazioni al mattino e 2 merende pomeridiane), trasformando pranzo e cena in buona occasione per un gran piatto di verdure crude come primo, e in un secondo di compromesso coi cibi cotti in modo limitato e intelligente (patate, cavolfiori, cavolini, legumi, cereali integrali, passato di verdure, pasta vegana, pizza vegana).

 

3) Già il semplice cambio di alimentazione dovrebbe generare degli effetti eliminativi, ovvero degli effetti temporanei fastidiosi, derivanti dal lavoro detossificante intrapreso dal sistema immunitario, liberato dalle leucocitosi digestive del passato e dunque più reattivo sul campo suo specifico. Occorre prepararsi a questo e saper resistere nella fase iniziale.

 

4) C’è il rischio che il corpo, non abituato più alla frutta e alla verdura crude, abbia qualche difficoltà iniziale di adattamento. Occorre in questo caso procedere per gradi. Sarebbe il caso anche di fare un digiuno fai-da-te di 3 giorni circa per ripulire il sistema ed evitare che i nuovi cibi producano gonfiori ed irritazioni, al contatto con vecchi residui in zona intestinale. Partire però subito con un digiuno sarebbe forse un po’ troppo pesante. Meglio in caso unasettimana a centrifugati di tuberi (carote-sedano-mele, rape-carote-mele, sedanorapa-topinambur-patata- zenzero, ecc).

 

5) In ogni caso vietato l’uso di farmaci e integratori.

 

6) Siamo in presenza non di una dieta ma di un sistema alimentare e comportamentale commisurato al corpo umano, per come è fatto e disegnato, e per quali sono le sue reali esigenze di salute e di armonia. Un sistema basato sui cibi al naturale e sul basso-proteico, in ossequio a principi che l’igienismo conosce da sempre, ma che ora persino le autorità mediche cominciano a riconoscere (vedi 24-30 grammi/giorno come tetto massimo proteico oltre il quale il sangue va in acidificazione).

 

7) Tieni presente che la frutta va mangiata da sola senza fare troppe mescole. Succo d’arancia meglio a digiuno da solo. Meloni e angurie rigorosamente da soli e lontano dai pasti di pranzo e cena. Tutta la frutta lontano da pranzo e cena, anche se per mela, ananas e papaia si possono accettare prima-durante-dopo il pranzo e la cena, per le loro doti antifermentanti.

 

8) Altro principio importante, in caso di più pietanze a tavola, prima quelle a rapida digestione, poi quelle a medio tempo di digestione e infine quelle a tempi lunghi. La frutta (escluso banana e avocado che richiedono un paio d’ore), se consumata correttamente a stomaco vuoto, finisce nel sangue in mezz’ora. Ma non si mangia comunque ai pasti principali, anche per evitare che porti via spazio all’insalata. Pertanto, a pranzo e cena, importante rimane anticipare qualsiasi piatto di cibo cotto con un piatto di crudità (d’inverno si tratterà di cicorie, carciofi, finocchi, carote, rafano, rape, valeriana, sedano, ecc).

 

9) Non si beve a tavola, se non mezzo bicchiere di acqua al massimo.

 

10) Non mi resta che darti il benvenuto nella comunità umana che ha scelto un’alimentazione sana, responsabile verso se stessa e l’ambiente, non crudele verso le altre creature animali.

 

A presto. Valdo Vaccaro.

 

PUBBLICATO DA VALDO VACCARO  http://valdovaccaro.blogspot.it/

(fonte: http://www.scuoladellasalute.it/alimentazione-naturale-in-10-passi/)

 

 

 

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Filosofia e Nuovi Stili di Vita

dal blog http://matarel.wordpress.com/filosofia/

“Abbiamo la Terra non in eredità dai nostri genitori,ma in prestito dai nostri figli”

Dove vogliamo andare? Cosa dobbiamo fare?

Per evitare il tracollo dobbiamo mettere in discussione il nostro modello di sviluppo e il nostro stile di vita; passare dall’economia della crescita, all’economia del limite, cioè all’economia del ben-essere contrapposta al ben-avere; un’economia che sia più equa, sobria, sostenibile e solidale, capace di garantire a tutti un’esistenza dignitosa nel rispetto del pianeta.

Negli anni ’40 Gandhi profetizzava “vivere semplicemente, affinché gli altri possano semplicemente vivere“.

Questi appuntamenti hanno l’intento di trasformarci non in giudici, bensì in artefici del cambiamento, di provare a mettere in circolazione la nostra ricchezza, non finanziaria, ma quello che ciascuno di noi sa fare.

Sobrietà non è sinonimo di rinuncia, bensì espressione di libertà: recupero di autonomia dai condizionamenti, fa guadagnare in rapporti umani, in rapporti sociali, in tranquillità, in salute, ci regala un ambiente più pulito. La speranza viene dal basso, dalla cittadinanza attiva.

“Quello che mi scandalizza non sono i poveri e i ricchi. E’ lo spreco.” (Madre Teresa di Calcutta)

via Filosofia.

Questo è il tempo dello spirito: prendiamone atto.

MEDITAZIONE TRASCENDENTALE

La meditazione trascendentale è una tecnica di meditazione famosa per la sua semplicità e per l’efficacia.

Cosa succede in una seduta di meditazione?

Durante la meditazione la mente tende naturalmente a cercare una condizione di maggiore benessere fino a raggiungere la sorgente del pensiero, ovvero la pura coscienza.

San Girolamo in meditazione (Moretto)

San Girolamo in meditazione (Moretto) (Photo credit: Wikipedia)

Questo stato viene definito il quarto stato ed è caratterizzato da una illimitata consapevolezza e da una sensazione di calma e benessere che rivitalizza e rigenera la mente rendendola creativa e funzionale.

Ne consegue che il corpo si rilassa profondamente e tramite le “rimozioni” espelle tossine e tensioni oramai radicate cronicamente nel nostro sistema.

Tale esperienza – che dovrebbe durare all’incirca 18 minuti e andrebbe praticata mattina e sera – sviluppa svariate capacità della mente, aumenta la consapevolezza del proprio corpo e lascia un profondo senso di benessere e di gioia.

Come meditare?

L’ho spiegato qui.

Grazie 🙂

CORSO GRATUITO # 1

Bene, se siete arrivati fin qui e state leggendo questa frase non è un caso: è una coincidenza sincronica del destino. Ma per ora cominciamo con un brevissimo ragionamento:

1. la realtà esterna non è separata dalla nostra realtà interna (es. se piove divento malinconico)

2. la realtà interna è fatta di pensieri, emozioni e credenze (mi sembra una buona e condivisibile schematizzazione)

=> 3. pensieri, emozioni e credenze sono direttamente collegate alla realtà esterna

Rileggiamo i tre punti precedenti un’altra vota – lentamente – per meglio assorbirli e memorizzarli.

Ora proviamo a ripetere l’ultima frase sorridendo. Un’ultima volta a occhi chiusi, sempre sorridendo.

E per oggi direi che basta: è iniziando a fare il primo passo che si arriverà alla meta!

Dolci d'amor parole, for voice and violin obli...

Dolci d'amor parole, for voice and violin obligato with accompaniment. Manuscript in Paganini's handwriting, page 5 of 12 (Photo credit: Wikipedia)

Va bene, iniziamo ad affrontare il tema centrale di domani…

Negli ultimi anni sono stati svolti alcuni esperimenti che dimostrano che la nostra realtà interiore può modificare la realtà esteriore!

Ad esempio sono stati fotografati i cristalli che si formano durante il congelamento di diversi tipi d’acqua: acqua esposta a parole scritte, musica, preghiere, parole pronunciate, acqua di montagna, acqua inquinata, ecc. Cosa si è scoperto?

I cristalli dell’acqua cambiano struttura!!! (è tutto vero e documentato)

L’acqua sottoposta alle vibrazioni di parole e pensieri negativi reagisce creando strutture amorfe e prive di armonia, quella sottoposta alle vibrazioni di parole e pensieri positivi forma dei cristalli bellissimi simili a quelli della neve: la parola “grazie” corrisponde – a mio avviso – al cristallo più bello.

Quindi è stato dimostrato che l’acqua è in grado di registrare la vibrazione di energia estremamente sottile (l’energia della meditazione: l’energia dell’anima!).

Ora, sapete qual è la percentuale d’acqua nel corpo umano? Circa l’80%!

Ecco perché meditando, pensando e emozionandosi è possibile modificare la realtà, a partire dal nostro corpo fisico.

A domani… e GRAZIE! ^___^

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CONSIGLIO: ogni nuovo giorno rileggi da cima a fondo (se hai poco tempo bastano le parole in neretto) la lezione del giorno precedente!

JAMES ALLEN: un celebre sconosciuto…

Chi è lo scrittore James Allen?

http://jamesallen.wwwhubs.com/

http://jamesallen.wwwhubs.com/ (Photo credit: Wikipedia)

James Allen (November 28, 1864–1912) was a British philosophical writer known for his inspirational books and poetry and as a pioneer of the self-help movement. His best known work, As a Man Thinketh, has been mass produced since its publication in 1903. It has been a source of inspiration to motivational and self-help authors.

(From Wikipedia, the free encyclopedia)

Ecco il suo libro-capolavoro gratuito e in inglese: proprio qui!

NON PROCRASTINATE: DECOSIFICATEVI!

Come ho più volte ribadito, l’universo esteriore non è altro che lo specchio della nostra interiorità: le persone antipatiche sono lati del nostro carattere, le guerre sono contraddizioni interne… mai sentito parlare dei neuroni specchio?

Il disordine in una casa, in ufficio, in macchina… genera malessere in chi lo “abita”, perché impedisce la concentrazione e il riposo: il subconscio continua a lavorare e pensare a cosa farsene di tutta quella roba! E anche a livello conscio il pensiero superficiale non può concentrarsi su ciò che più ci piace continuando a vedere e prendere consapevolezza di tutto il disordine che ci circonda…

E allora che fare? Non procrastiniamo più: riordinare un ambiente è una vera e propria terapia antistress! Si crea spazio fuori e quindi anche dentro; si riporta ordine fuori e quindi anche dentro; ci si purifica dal caos quotidiano fuori e quindi anche dentro; si ritrova pace e benessere nei luoghi in cui stiamo e quindi anche dentro, nella mente superficiale. Svuotando quest’ultima ci possiamo addentrare con più facilità nella mente profonda.

Mount Everest (topgold)

Mount Everest (topgold) (Photo credit: Wikipedia)

Parole d’ordine: DECOSIFICAZIONE e NON-PROCRASTINAZIONE.

Dobbiamo smettere di pensare (“sì, un giorno butterò via tutta questa roba, farò pulizia… regalerò i vestiti vecchi alla caritas… laverò l’auto…”) e iniziare ad agire. Affrontiamo gli impegni subito e liberiamocene, così non ci penseremo più evitando di sprecare tempo ed energia, ovvero le due cose più importanti che abbiamo. Scavalchiamo le nostre paure una volta per tutte e non ci faranno più paura! 😉 Quando prendiamo una decisione, è presa. Iniziamo dalle cose che ci appaiono più impegnative (in realtà difficilmente lo saranno) così poi fare le altre ci parrà una passeggiata. E ora la cosa più importante: INIZIAMO!!! Anche l’Everest lo si scala cominciando dal primissimo passo: è questo il segreto: agire!

Svuotando le mie tasche...

Svuotando le mie tasche... (Photo credit: Wind&Wuthering)

Riordinare la casa è un primo passo importante e lo si può fare secondo i principi del feng shui, ovvero secondo un’antica tecnica taoista.

Cominciamo osservando: in quale ambito della vostra vita regna più confusione? Ogni punto cardinale è collegato con la vita che conduciamo. Riordiniamo quindi “a zone cardinali.

Partiamo riordinando la stanza a Sud: così facendo aumentiamo le opportunità di prosperità.

Una cura particolare nel riordinare ciò che si trova a Est va riposta in caso di problemi di salute: l’ideale, dopo aver rimesso tutto a posto, è posizionare qui delle piante verdi (cactus, bamboo…) e avere cura nell’innaffiarle come se nutrissimo noi stessi.

Il settore Nord è legato al lavoro e alla realizzazione.

La vita affettiva e i rapporti interpersonali dipendono dall’Ovest.

Ora spegniamo il PC e iniziamo ad agire! 🙂

 

 

I classici dell’anima

Ciao a tutti e grazie di essere qui e ora! :-)

Qualche tempo fa, leggendo il Walden, ho trovato un passo memorabile:

“Spesso gli uomini parlano come se lo studio dei classici dovesse, alla fine, lasciare posto a studi più moderni e più pratici; ma lo studioso intraprendente studierà sempre i classici in qualunque lingua possano essere scritti, e per quanto antichi essi siano. Infatti, cos’altro sono i classici se non trascrizioni dei più nobili pensieri dell’uomo? Sono gli unici oracoli che non sono decaduti, e in essi si trovano risposte tali alla più moderna ricerca, quali non diedero mai Delfo e Dodona. Non studiarli sarebbe come smettere di studiare la natura perché è vecchia. Leggere bene – e cioè leggere libri veri – è un nobile esercizio che occuperà il lettore più di qualunque altro esaltato dalla moda del giorno. I libri bisogna leggerli con la prudenza e la riservatezza con cui furono scritti, poiché c’è un salto considerevole tra la lingua parlata e la lingua scritta, tra lingua udita e lingua letta: normalmente, la prima è transitoria, un suono, un linguaggio, un semplice dialetto quasi animale, che impariamo come bruti, inconsapevolmente, succhiando il latte materno; la seconda è la maturità e l’esperienza della precedente. (…) Per quanto si possano ammirare gli occasionali voli d’eloquenza degli oratori, di solito le più nobili parole scritte sono tanto al di là, o al di sopra, della transeunte lingua parlata, quanto il firmamento e le stelle sono al di sopra delle nubi. Le stelle sono là, e quelli che ne sono capaci possono leggerle. Gli astronomi le osservano e le studiano eternamente. Esse non sono esalazioni come i nostri colloqui quotidiani, e il nostro fiato vaporoso. Quella che nel Foro è di solito chiamata eloquenza, nello studio si rivela sempre retorica. L’oratore cede all’ispirazione di una occasione passeggera, e parla alla massa, di fronte a lui, a quelli che possono udirlo; ma lo scrittore, cui è occasione una vita più equa, e che sarebbe distratto dal fatto e dalla folla che invece ispirano l’oratore, parla al cuore e all’intelletto dell’umanità, e a tutti gli uomini che possono capirlo, in ogni epoca. (…) Una parola scritta è la più degna reliquia: qualcosa di più intimo e insieme di più universale di ogni altra opera d’arte: l’opera d’arte più vicina alla stessa vita.
(Da “Walden, ovvero vita nei boschi”, H. D. Thoreau)

Portrait by Benjamin D. Maxham (daguerreotype)...

Portrait by Benjamin D. Maxham (daguerreotype), black and white of Henry David Thoreau in June 1856. The writer-collar post a beard and is dressed in a black frock coat, a white shirt and a black bow tie. Français : Portrait par Benjamin D. Maxham (daguerréotype), en noir et blanc de Henry David Thoreau, en juin 1856. L'écrivain poste une barbe-collier et est habillé d'une redingote noire, d'une chemise blanche et d'un noeud papillon noir. (Photo credit: Wikipedia)

Ecco alcuni autori che possono a pieno titolo essere considerati dei classici dell’anima:

Rumi, Alan Watts, Osho, Gurdjieff, Thoreau, Emerson, H. Hesse, Seneca…

Osho („Rajneesh“ Chandra Mohan Jain)

Osho („Rajneesh“ Chandra Mohan Jain) (Photo credit: Wikipedia)

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NB: vi ricordo che per iniziare il corso dovete prima leggere le “istruzioni per la felicità:-)

VINCERE LA PAURA DI PARLARE IN PUBBLICO

La più grande paura che hanno molte persone è quella di parlare di fronte a una platea: ci si preoccupa del giudizio degli altri fino a provarne il terrore.

Già il fatto di pre-occuparsi è preoccupante! ;-)

Preoccuparsi è dannoso e triste. La via per superare questa diffusa paura è semplice: prendere contatto con le proprie paure e avere un’attitudine positiva verso chi ci ascolta.

Vediamo come superare queste paure divertendoci.

La via più semplice è cambiare prospettiva, ovvero prendere consapevolezza delle nostre percezioni – visiva, auditiva, cinestesica, gustativa e olfattiva – e delle loro relative sub-percezioni. Ad esempio per quanto riguarda l’aspetto visivo è possibile focalizzare i seguenti “contrasti“: chiaro/scuro, vicino/lontano, colore/b-w; per l’aspetto auditivo: tono acuto/grave, timbro dolce/aspro, volume alto/basso ; per quello cinestesico: caldo/freddo, duro/morbido, liscio/ruvido.

In che modo?

ESERCIZIO 1: vicino/lontano o piccolo/grande

Pensate a qualche episodio positivo del vostro passato. Cosa vedete? Bene, ora rendete lentamente l’immagine più grande, fino a raddoppiarla, e ancora e ancora… Cosa succede alle vostre emozioni? Ovviamente diventano anch’esse più grandi! Ora provate a fare il contrario e rimpicciolite l’immagine allontanandola verso l’orizzonte, sempre di più, lentamente, fino a visualizzarla minuscola. Cosa succede adesso alle vostre emozioni? Diventano anch’esse piccolissime, quasi non le percepite più.

Bene, adesso proviamo a invertite il procedimento. Pensiamo alla stessa piacevole vicenda: prima cerchiamo di rimpicciolire l’immagine e di ascoltare le relative emozioni, poi ingrandiamola e quando è enorme ascoltiamo le nostre emozioni.

Se vale per un’immagine positiva, vale anche per un’immagine negativa!

ESERCIZIO 2: divertiamoci sperimentando

Ora provate voi a inventare altri esercizi di questo tipo: potreste immaginare il ricordo in b/n o sfuocato, oppure renderlo prima scurissimo e poi lucente! Oppure concentrarvi su una frase e pensarla prima in tono acuto e poi grave, e – ovviamente – ascoltare come si modificano le proprie emozioni!

COSA SUCCEDE DURANTE QUESTI ESERCIZI?

Cambiando la rappresentazione mentale di un’esperienza nella nostra mente, le nostre emozioni cambiano. Il nostro compito è quindi quello di sperimentare, cambiare prospettiva, eliminare quelle false credenze del subconscio che continuano a dirci: “Tu non sei in grado di parlare in pubblico! Ti avverto, non farlo, farai la solita figuraccia! Come quella volta, ricordi? Non vorrai mica ripetere una scena del genere? Chi te lo fa fare?”

Eliminate le abitudini mentali o false credenze, saremo pronti a rimetterci in gioco! Sì, la vita è un gioco meraviglioso e solo giocando con i nostri cervelli è possibile cambiare le nostre “sensibilità”.

Se non abbiamo paura, la vita diventa interessante e unica, non la solita routine quotidiana!

MA COME NASCE LA PAURA?

Una cattiva organizzazione a livello inconscio delle energie a causa dell’ingigantirsi di raffigurazioni interiori negative. Nient’altro che quanto dice la legge di attrazione: simile attrae simile. Dobbiamo smetterla di pre-occuparci! Se continuiamo a raffigurarci i peggiori scenari possibili che ci possono accadere durante il nostro discorso, allora la nostra mente inizierà ad adottare proprio il comportamento che le stiamo impartendo. Siamo noi gli artefici del nostro destino: questa è la verità. L’universo sta tutto nel pensiero, e quello della mente superficiale è un pensiero quasi sempre inutile e dannoso!

Rompbaskulo fino

Rompbaskulo fino (Photo credit: Wikipedia)

Soffermiamoci un secondo a pensare all’ultima volta che abbiamo dovuto parlare in pubblico: come ci sentivamo? A disagio, giusto? Soli in mezzo a un’arena di gente crudele pronta a farci pagare a caro prezzo ogni nostra piccola imperfezione…

E allora esercitiamoci fino a quando capiremo (anche a livello subconscio) che preoccuparsi non ha senso: è così importante la nostra vita? Rilassiamoci e godiamocela come fosse il più bel gioco a cui abbiamo mai giocato!

Grazie :-)

MENTE SUPERFICIALE E MENTE PROFONDA

E se la mente fosse un oceano immenso?

In superficie il vento (spazzatura di oggigiorno) crea le onde (dialogo interiore, emozioni fasulle, arrivismo, passato e futuro). In profondità – raggiungibile con la meditazione – troviamo la pace (silenzio, assenza di disturbi, sensazioni vere, saggezza, potenza senza limiti).

Sono stati fatti parecchi esperimenti: se in una città c’è un congruo gruppo di persone che medita, il tasso di criminalità scende del 25%.

Si dice che gli “indios” non videro subito le caravelle di Colombo. Solo uno sciamano (con la mente particolarmente aperta) riuscì a notare che l’acqua era increspata. Dopo ore di attenta osservazione riuscì a vedere le caravelle e ad avvertire il resto della popolazione: anche loro quindi riuscirono allora a scorgerle. La mente non riesce a vedere ciò che non ha ancora visto: false credenze le impediscono di riconoscere cose di cui non ha conoscenza. Il mondo che vediamo è illusorio: le vibrazioni che ci arrivano dall’esterno vengono interpretate dalla mente che le “trasforma” in oggetti – che in realtà non esistono, se non ai nostri occhi.

Le emozioni sono causate da pregiudizi e credenze della mente superficiale tramite il dialogo interiore: le sensazioni sono invece frutto della mente profonda.

Italiano: Fig. 2. Diagramma di Freud riguardan...

Italiano: Fig. 2. Diagramma di Freud riguardante la struttura gerarchica della mente: Id: inconscio; Ego: Io: Super-Ego: Super-Io. (Photo credit: Wikipedia)

Esistono vari livelli: sonno, sogno, veglia, stato meditativo… questi sono soltanto i primi quattro… e poi? (ora non c’è spazio né tempo per un approfondimento)

Cos’è la mente profonda se non un osservatore silenzioso?

Va eliminato l’attaccamento emozionale al soddisfacimento dell’esperienza stessa: necessitiamo di un distacco, cioè di un equilibrio tra il non negarsi nulla e il non abbandonarsi a nulla.

Ma allora come eliminare lo “sfidante”? Come far tacere la mente superficiale con il suo odioso chiacchiericcio? Con la disciplina (spesso rara e discontinua), cioè il decidere di agire consapevolmente, agire senza aspettative e accettare con serenità qualsiasi risultato.

Gli elementi da tener presente sono: energia, consapevolezza, attenzione.

Dove vogliamo stare?

Italiano: PTO / Disturbi mentali: Modello dell...

Italiano: PTO / Disturbi mentali: Modello delle funzioni della mente umana (Photo credit: Wikipedia)

Creazione consapevole o deriva inerziale?

Disciplina o abitudini?

Non attaccamento o tossicodipendenza emozionale?

Al principio della “spirale di depotenziamento“, c’è l’immagine della mente superficiale.

La disciplina deve essere indirizzata su due aspetti:

  1. la non espressione delle emozioni negative (originate dal pensiero negativo)
  2. la riemersione della mente profonda

L’emozione negativa dissipa energia, va quindi espressa, ascoltata, accettata e lasciata andare.

Negli stati di emergenza (a.e. paura di morire, terremoto, incendio…) la mente di ferma e si vive nell’adesso.

Cosa siamo veramente? Chi sono io?

Io sono silenzio interiore: il silenzio interiore è il vero obbiettivo della meditazione.

Errore cartesiano: “Penso dunque sono”. Il pensiero non è consapevolezza e l’identità non va confusa col pensiero.

L’attenzione non va quindi posata sui pensieri della mente superficiale, ma sulle percezioni dell’istante presente raccolte dai nostri sensi.

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RIASSUMENDO

Cos’è la piramide della riconquista? Ci sono quattro fattori essenziali:

  1. disciplina
  2. non espressione delle emozioni negative
  3. riemersione della mente profonda
  4. silenzio interiore