I classici dell’anima

Ciao a tutti e grazie di essere qui e ora! :-)

Qualche tempo fa, leggendo il Walden, ho trovato un passo memorabile:

“Spesso gli uomini parlano come se lo studio dei classici dovesse, alla fine, lasciare posto a studi più moderni e più pratici; ma lo studioso intraprendente studierà sempre i classici in qualunque lingua possano essere scritti, e per quanto antichi essi siano. Infatti, cos’altro sono i classici se non trascrizioni dei più nobili pensieri dell’uomo? Sono gli unici oracoli che non sono decaduti, e in essi si trovano risposte tali alla più moderna ricerca, quali non diedero mai Delfo e Dodona. Non studiarli sarebbe come smettere di studiare la natura perché è vecchia. Leggere bene – e cioè leggere libri veri – è un nobile esercizio che occuperà il lettore più di qualunque altro esaltato dalla moda del giorno. I libri bisogna leggerli con la prudenza e la riservatezza con cui furono scritti, poiché c’è un salto considerevole tra la lingua parlata e la lingua scritta, tra lingua udita e lingua letta: normalmente, la prima è transitoria, un suono, un linguaggio, un semplice dialetto quasi animale, che impariamo come bruti, inconsapevolmente, succhiando il latte materno; la seconda è la maturità e l’esperienza della precedente. (…) Per quanto si possano ammirare gli occasionali voli d’eloquenza degli oratori, di solito le più nobili parole scritte sono tanto al di là, o al di sopra, della transeunte lingua parlata, quanto il firmamento e le stelle sono al di sopra delle nubi. Le stelle sono là, e quelli che ne sono capaci possono leggerle. Gli astronomi le osservano e le studiano eternamente. Esse non sono esalazioni come i nostri colloqui quotidiani, e il nostro fiato vaporoso. Quella che nel Foro è di solito chiamata eloquenza, nello studio si rivela sempre retorica. L’oratore cede all’ispirazione di una occasione passeggera, e parla alla massa, di fronte a lui, a quelli che possono udirlo; ma lo scrittore, cui è occasione una vita più equa, e che sarebbe distratto dal fatto e dalla folla che invece ispirano l’oratore, parla al cuore e all’intelletto dell’umanità, e a tutti gli uomini che possono capirlo, in ogni epoca. (…) Una parola scritta è la più degna reliquia: qualcosa di più intimo e insieme di più universale di ogni altra opera d’arte: l’opera d’arte più vicina alla stessa vita.
(Da “Walden, ovvero vita nei boschi”, H. D. Thoreau)

Portrait by Benjamin D. Maxham (daguerreotype)...

Portrait by Benjamin D. Maxham (daguerreotype), black and white of Henry David Thoreau in June 1856. The writer-collar post a beard and is dressed in a black frock coat, a white shirt and a black bow tie. Français : Portrait par Benjamin D. Maxham (daguerréotype), en noir et blanc de Henry David Thoreau, en juin 1856. L'écrivain poste une barbe-collier et est habillé d'une redingote noire, d'une chemise blanche et d'un noeud papillon noir. (Photo credit: Wikipedia)

Ecco alcuni autori che possono a pieno titolo essere considerati dei classici dell’anima:

Rumi, Alan Watts, Osho, Gurdjieff, Thoreau, Emerson, H. Hesse, Seneca…

Osho („Rajneesh“ Chandra Mohan Jain)

Osho („Rajneesh“ Chandra Mohan Jain) (Photo credit: Wikipedia)

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NB: vi ricordo che per iniziare il corso dovete prima leggere le “istruzioni per la felicità:-)

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